L’Istituto di Medicina dello Sport FMSI di Torino – Centro di Eccellenza Federale per la Ricerca in Medicina dello Sport ha eseguito uno studio sul grado di efficienza fisica dei bambini nell’area urbana di Torino.
I bambini sono stati visitati per il controllo dell’idoneità alla pratica sportiva e la valutazione funzionale per l’anno scolastico 2006-2007. I risultati sono stati successivamente confrontati con i dati ottenuti dalle visite ai ragazzi che hanno frequentato la prima media negli anni 1982-83. L’analisi dei risultati ottenuti è utile, oltre che per il medico sportivo, per gli amministratori civici e per gli educatori che devono organizzare l’attività fisica dei ragazzi.

 

Abitudini motorie

Le abitudini motorie dei bambini come pratica sportiva sono state suddivise in:

• non pratica sport;
• pratica attività sportiva ma non partecipa a gare organizzate;
• pratica sport a livello agonistico.

Il 65% dei maschi pratica almeno uno sport a cui dedica settimanalmente in media 3,3 ore. Di questi ragazzi il 33,6% dichiara un impegno agonistico per circa 5 ore alla settimana. Inoltre il 19,2% degli sportivi pratica un secondo sport. La percentuale di ragazze praticanti uno sport è del 62,0% per un impegno settimanale di 3,1 ore. Solo il 12,8% pratica sport a livello agonistico con un impegno medio di 6 ore a settimana. Il 22% delle ragazze sportive pratica un secondo sport.

Lo sport che raccoglie più consensi tra i ragazzi è il calcio, seguito a notevole distanza da nuoto e pallacanestro. In percentuali minori, arti marziali e pallavolo. Simili le scelte per la pratica a livello agonistico. Le ragazze invece presentano una ripartizione equilibrata tra danza, nuoto e pallavolo, seguiti a distanza da ginnastica artistica e ritmica, pallacanestro, pattinaggio su ghiaccio, tennis. A livello agonistico lo sport più praticato è la pallavolo seguito da vicino da ginnastica ritmica e artistica, nuoto, pallacanestro, calcio, sci, pattinaggio su ghiaccio, karate. La scelta dello sport è legata all’esempio degli adulti, a quanto si vede in televisione, alla tradizione, ma soprattutto all’organizzazione sportiva che non ha i mezzi per promuovere nuove e non meno interessanti attività per i bambini.

La maggior parte dei ragazzi ha dichiarato di dedicare allo studio quotidianamente oltre all’orario scolastico, circa 2 ore. Mediamente la pratica sportiva non influenza le ore di studio.

È interessante notare che su 1142 maschi che non fanno sport l’86,2% desidererebbe praticare un’attività sportiva, così come l’87,7% su 1023 femmine. Tra le motivazioni per cui questi soggetti non riescono a praticare sport i principali sono la mancanza di supporto da parte della famiglia e la mancanza di tempo. È curiosa l’affermazione di molti che dichiarano di desiderare di fare sport ma il motivo per cui non lo praticano è che non provano interesse. Questo potrebbe significare che vorrebbero fare sport come modello teorico ma che non hanno poi sufficiente motivazione per impegnarsi a farlo.

A questa età la pratica sportiva obbliga i genitori ad accompagnare i figli sovente lontano da casa. Probabilmente per incrementare la pratica sportiva e venire incontro ai desideri dei bambini sarebbe necessario:

• aiutare i genitori offrendo una migliore organizzazione all’interno della scuola;
• offrire la possibilità di un’attività integrativa che le due ore a settimana dedicate a scuola non sono in grado di soddisfare;
• allargare gli interessi dei ragazzi oltre gli sport più popolari, con la possibilità di provare e rendersi conto delle opportunità e delle reali capacità di ognuno di loro.

Accanto agli aspetti positivi sullo sviluppo psico-fisico che l’attività fisica possiede, uno dei problemi che la pratica di sport può causare è la possibilità di traumi e fratture ossee. Dal confronto con i dati precedenti si evidenzia un aumento delle fratture in genere e di quelle degli arti superiori in particolare nelle femmine. Sembra che il 50% delle fratture che avvengono in aree di gioco potrebbero essere prevenute con una maggiore supervisione da parte degli adulti, con l’uso di calzature appropriate e di mezzi di protezione. Tutti gli operatori in ambito ludico-motorio devono quindi attenersi ai principi di prevenzione richiamati dalle direttive europee ed educare i bambini a valorizzare l’aspetto preventivo della pratica sportiva.

 

Capacità motorie

La quasi totalità dei soggetti sa andare in bicicletta (97% dei maschi e 96% delle femmine), una buona percentuale sa nuotare (84 e 86% rispettivamente), mentre un terzo sa sciare.
La ripresa dell’uso della bicicletta sembra correlato al moltiplicarsi delle piste ciclabili, anche se siamo ancora lontani dalla realtà di altre città europee dove la bicicletta è un mezzo di trasporto comune per la cittadinanza. Il nuoto è una tradizione del Comune di Torino che, dotato di numerose piscine, ne ha promosso e favorito l’uso già nella scuola elementare. L’incremento del pattinaggio su ghiaccio, specie nelle femmine, è invece un’eredità dei Giochi Olimpici sia come esempio da imitare sia come impianti.

 

Stato di salute

Tra i problemi di carattere medico in aumento, segnalati dalle famiglie, i più frequenti sono: cefalea, intolleranze alimentari, sovrappeso, difetti posturali.
Pur non essendo l’oggetto principale dello studio è risultato evidente l’aumento, rispetto agli anni precedenti, delle allergie alimentari che sembrano colpire il 6-8% dei bambini. Un dato che coincide con altri studi in Italia e in altri paesi e che vede fra i fattori responsabili le condizioni ambientali, l’inquinamento atmosferico e il consumo di additivi e conservanti presenti nei cibi.
Anche la cefalea viene descritta come un disturbo molto frequente, presente nel 20% dei bambini in età scolare e in aumento rispetto agli anni precedenti. Non è noto quanto questo andamento sia influenzato dalle abitudini di vita connesse con lo studio e il tempo libero. Si sa che lo stile di vita può influenzare la frequenza dei disturbi, in particolare le caratteristiche del sonno e dell’esercizio fisico, ma anche l’alimentazione con cioccolata, formaggi stagionati, carne lavorata, glutammato, noci e sottaceti.

Sono in calo invece la malattia reumatica, gli interventi chirurgici (tonsillectomie e appendicectomie) indice di una maggiore capacità di difesa organica; la carie dentaria, indice di una maggiore prevenzione e attenzione da parte dei genitori. Nonostante l’avvento dei videoterminali, i problemi di acuità visiva non sono aumentati, indice della consapevolezza dei genitori degli effetti negativi che ne derivano dall’uso prolungato.

Complessivamente i bambini esaminati sono risultati in buono stato di salute, frutto di una prevenzione sempre più mirata e di buone condizioni di vita.

 

Misure antropometriche

Dalle misure antropometriche è risultato che i maschi hanno un’altezza media di 148,5 cm contro 149,6 delle femmine. Non vi sono differenze fra i sessi per il peso (44,4 e 44,3 rispettivamente), quindi l’indice di massa corporeo (BMI, Body Mass Index) risulta maggiore nei maschi (19,9 contro 19,6). Questo dato è da correlarsi allo sviluppo puberale in anticipo nelle femmine e alla conseguente velocità di accrescimento.

I dati antropometrici rilevano un aumento della statura dei ragazzi con un’età media di 11,5 anni e un incremento ancora più rilevante del peso, in accordo con il secular trend di aumento dei parametri antropometrici, ma anche con l’aumento del sovrappeso dagli inizi degli anni ’80. L’andamento è uguale sia nei maschi che nelle femmine con incremento dei casi di obesità fino al 2001, quando risultavano obesi il 15% dei maschi e il 13,5% delle femmine. Dato in accordo con quanto rilevato in altri paesi come Stati Uniti ed Europa del Sud.

Negli ultimi anni, a Torino, si è notata una inversione progressiva dei casi di obesità con una prima riduzione nell’anno scolastico 2004?2005 e una ulteriore nell’anno 2006-2007 che si stanno riportando al 10% circa. I valori di obesità riscontrati a Torino sono superiori a quelli rilevati nei paesi del Nord Europa, ma inferiori a quelli del centro e sud Italia.

 

Le cause del sovrappeso

L’influenza dei fattori genetici mediati dalle abitudini alimentari e di attività fisica non è ancora del tutto chiarita. Probabilmente la causa non è tanto l’alimentazione più abbondante, quanto l’assunzione di cibi a maggiore concentrazione calorica con maggior carico glicemico. Bisogna tenere conto anche dello squilibrio energetico fra le calorie apportate con gli alimenti e quelle spese con l’attività fisica dove il fattore principale potrebbe essere la riduzione dell’attività motoria giornaliera caratteristica della vita attuale dei bambini. Lo sport da questo punto di vista è un correttivo che va tenuto in considerazione, anche se non è sufficiente da solo a risolvere il problema.

La ridotta attività motoria contribuisce a rendere più difficile il controllo metabolico. Attività che non riguarda solo lo sport ma, in generale, tipo di giochi, intensità e durata dei movimenti. Televisione e computer occupano una parte rilevante del tempo libero. È stato osservato che la prevalenza dell’obesità è in rapporto con le ore passate davanti alla televisione. Inoltre è stato osservato l’effetto negativo della visione prolungata della TV sull’efficienza fisica. Per i problemi di tempo e di traffico il bambino viene trasportato a scuola in auto dai genitori, usa l’ascensore invece delle scale e, per l’assenza di spazi riservati, i giochi all’esterno sono diminuiti e considerati pericolosi. Tutto questo si traduce in minor movimento e dispendio energetico. È stato recentemente indicato che per uno sviluppo e uno stato di salute ottimale il bambino necessiti di almeno 90 minuti al giorno di attività motoria.

 

Alimentazione

Dal punto di vista alimentare, i macronutrienti, come grassi e carboidrati, possono avere un ruolo importante sull’adiposità indipendentemente da livello di spesa energetica globale, sesso, efficienza fisica e massa corporea. A questo riguardo un’indagine condotta dall’Osservatorio Grana Padano a campione su tutto il territorio nazionale sulla popolazione di età 11?16 anni, evidenzia che mediamente nella dieta degli obesi vi sono più proteine animali e zuccheri semplici rispetto ai normopeso e nei sedentari meno frutta e verdure rispetto ai praticanti sport.

Variare abitudini alimentari e di attività motoria non è facile, ma l’incremento recente della pratica sportiva nei bambini, le iniziative di educazione motoria e alimentare nella scuola primaria, la divulgazione del problema da parte degli organi di informazione iniziano a dare i primi frutti, con una modificazione nell’andamento dell’obesità infantile.

 

Conclusioni

Nella nostra società, ad alto sviluppo socioeconomico, alcune patologie sono scomparse e i disturbi dell’alimentazione sono dovuti spesso a un eccesso qualitativo o quantitativo preoccupante, perché in progressivo aumento secondo le segnalazioni provenienti da molti paesi industrializzati in tempi recenti. L’obesità infantile è ritenuta sempre più un’epidemia globale ed è un problema pubblico importante in rapporto agli effetti negativi sulla salute. Oltre agli aspetti medici occorre considerare le conseguenze psicosociali: depressione, isolamento e discriminazione. Tutte situazioni che determinano un effetto negativo sull’autostima dei bambini in sovrappeso.

Inoltre, se da un lato le terapie mediche e chirurgiche in continuo aggiornamento consentono un migliore contrasto delle patologie, le situazioni ambientali e gli stili di vita possono interferire negativamente. L’importanza dei fattori ambientali sulla salute e il benessere della popolazione generale è sempre più evidente. Si ritiene che alcuni fattori ambientali contribuiscano all’instaurarsi di malattie croniche la cui incidenza risulta in aumento, come l’asma, alcuni tumori e alcune anomalie di sviluppo del sistema nervoso. Le caratteristiche dell’aria, del cibo e dell’acqua possono avere effetti più marcati in un organismo in sviluppo piuttosto che negli adulti.

La pericolosità dell’ambiente esterno e le abitudini più sedentarie, connesse a una diversa organizzazione del tempo libero, possono concorrere al declino dell’efficienza fisica che è stata già osservata in diversi paesi (Stati Uniti, Canada, Europa).

Un basso livello di efficienza fisica e obesità sono fattori di rischio importanti per le malattie cardiocircolatorie. I fattori più importanti dell’efficienza fisica in relazione alla salute sono le prestazioni cardiocircolatorie prolungate, la forza muscolare, la flessibilità e la composizione corporea. La componente cardiorespiratoria è in relazione alla riduzione del rischio per coronaropatia e malattie croniche degenerative. L’adiposità è correlata all’ipertensione e al diabete mellito non insulino dipendente. Inoltre è ipotizzato che la forza muscolare, l’endurance e la flessibilità siano associate a un minor rischio di artrosi e lombalgie.

  

 

Giuliana Terse
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Tratto da:
Istituto di Medicina dello Sport – FMSI di Torino
Centro di Eccellenza Federale per la Ricerca in Medicina dello Sport
Bambini a Torino. Ricerca sullo stato di salute e di efficienza fisica. Anno scolastico 2006-2007. Torino, 2009.
www.imsto.it

 

Immagini: M. Filippo, Magalice - Fotolia.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

STUDIO "BAMBINI A TORINO"

Lo studio è stato eseguito su 6452 ragazzi (di cui 3380 di sesso maschile e 3072 di sesso femminile) provenienti da 69 istituti di scuola media inferiore della città.
Il check-up medico sportivo cui sono stati sottoposti i ragazzi analizza anche aspetti trascurati dalle tradizionali visite per l’idoneità allo sport agonistico come la forza muscolare di vari distretti corporei.
L’età scelta (10?12 anni) è l’età di inizio all’agonismo per molte federazioni o anche solo di avvicinamento a una attività sportiva più regolare e organizzata. È un momento in cui è importante sollecitare i bambini all’impegno in attività motorie più strutturate, che si accompagnino all’educazione fisica a scuola.
La raccolta dei dati è avvenuta, oltre che attraverso il colloquio diretto con il ragazzo, anche grazie alla compilazione, da parte delle famiglie, di un questionario con informazioni su patologie, interventi subiti, terapie in atto, attività sportiva svolta e problemi da segnalare.

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 12 Aprile 2012 14:36 )