I fatti e le notizie che quotidianamente bussano alla porta delle nostre case sovente sono fonte di preoccupazione per la famiglia, per i genitori in particolare,  già duramente provati da tutta una serie di difficoltà di ogni genere. Gli eventi e gli accadimenti esterni che sempre più spesso ci vengono comunicati purtroppo ci trasmettono uno stato d’ansia sempre più elevato, ci condizionano nel nostro modo di operare quotidiano con gli altri, aumentando in noi diffidenza, scoraggiamento e tutte quelle reazioni a volte anche esagerate, che purtroppo si leggono sempre più di frequente. 

Il clima di sfiducia generale e di insicurezza che ormai si è delineato nella nostra società, non può  non richiedere una seria riflessione sulle conseguenze che i nostri figli rischiano, col tempo, di andare a pagare.

Sicuramente bisogna aprire una distinzione tra i nostri figli del mondo occidentale e quelli di realtà molto diverse dalla nostra, dove vergognosamente i problemi giornalieri sono ancora legati alla sopravvivenza

Nella nostra attualità ci troviamo, purtroppo, a dover parlare di bambini vittime di violenza, a volte anche in famiglia, non amati, oggetto di scambio tra coppie separate, dimenticati, trascurati da genitori che troppo spesso sono  assorbiti dal lavoro e che dunque delegano a fattori esterni, quali i regali, i giochi e, peggio ancora,  il denaro, funzioni educative che non avranno mai uguale rilevanza. 

La nostra generazione di quarantenni è incapace di dire "no" alle richieste, innumerevoli e di qualsiasi genere, che ogni giorno arrivano dai ragazzi. Eppure siamo figli di chi ha vissuto la guerra in prima persona e sa bene cosa siano le privazioni e cosa significa lottare per la sopravvivenza: noi  a nostra volta, siamo cresciuti senza tanti sconti.

Troppo spesso siamo genitori iper ansiosi, stremati da preoccupazioni e logorati da pensieri che inevitabilmente ci portiamo la sera a casa con i nostri figli e poi ci stupiamo se non sempre i risultati scolastici sono all’altezza delle nostre aspettative.

Si deve ripartire dalla famiglia e dalla scuola utilizzando il cuore e la testa, perché la crisi attuale non abbia il sopravvento anche sulle emozioni e sul futuro delle nuove generazioni, perché non si perda la speranza, la voglia di crescere e di misurarsi.

Se crisi significa rinunciare a qualcosa sulle nostre tavole, non arrabbiamoci, se vuol dire sviluppare un po’ di più il dialogo in famiglia mentre si è a cena tutti insieme, ben venga. Non lasciamo che  siano i nostri giovani nel tempo, a pagare le conseguenze, a sopportare il fardello della negatività della società moderna, se ci riusciranno saranno sicuramente gli eroi del nostro tempo.

Non chiedono di diventarlo, né di essere tali ma sarà la realtà a imporre una sorta di selezione naturale, costretta dagli eventi e dalle circostanze. Impariamo invece a promuovere figure positive, eroi semplici e reali, come i giovani volontari che in silenzio prestano la loro opera e il loro tempo per il bene degli altri, lontano da mode  e da clamori.

E non dimentichiamo che, dall’altra parte del mondo, esiste ancora una fetta vastissima di popolazioni costrette a lottare  per  la sopravvivenza, che non riescono a garantire neanche l’indispensabile ai milioni di figli che muoiono di fame o che imbracciano le armi e vanno in guerra.

Sono loro le vittime del nostro tempo, per cui non è giusto stare in silenzio e fare finta di nulla.   

 

 

Sandra Castellano
Pedagogista 
Consulente in ambito scolastico e familiare
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Immagine di: shootingankauf - Fotolia.com

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 30 Agosto 2012 10:42 )