Il termine “ educare”, come molti sanno,  ha origine dal Latino e significa letteralmente “condurre, trarre al di fuori”. Possiamo dunque dire, che con questa parola  si intende lo  svolgimento di qualsiasi azione idonea a ricavare dalla mente e dall’animo del giovane  le potenzialità e tutto ciò che vi è  di buono in lui. 

Questo intervento sui nostri figli è mirato quindi a potenziare  le buone inclinazioni oltre alla parte positiva e allo stesso tempo, a combattere tutte quelle eventuali tendenze negative, portatrici poi di cattivi comportamenti.

Sicuramente il compito che noi educatori abbiamo nei confronti dei nostri figli è tra i più gravosi e difficili ma allo stesso tempo può rappresentare anche una sfida per il nostro domani, nell’intento di costruire un futuro migliore per tutti.

Leggere costantemente sui quotidiani  notizie di cronaca riferite ad atti di violenza perpetrati soprattutto  sulle donne è seriamente preoccupante e allarmante. Sapere che dai primi giorni dell’anno ad oggi soltanto in Italia si contano almeno 55 omicidi di donne, tante sono le vittime registrate solamente nel nostro paese è a dir poco spaventoso, 651 vittime negli ultimi cinque anni: ciò  dà l’idea non soltanto dell’entità di questo fenomeno ma della debolezza del sistema sociale, non in grado di difenderci da tali rischi. 

Troppo spesso sentiamo parlare di violenza domestica esercitata addirittura fra le mura di casa, interpretata persino come una “normale” realtà quotidiana; tutti questi sono dati e riflessioni che fanno pensare più a un bollettino di guerra dell’epoca tribale che a una situazione propria del mondo moderno. 

Noi genitori, educatori tutti abbiamo l’obbligo ed il dovere morale di chiederci seriamente come possiamo intervenire  sulle nuove generazioni per trasmettere valori sani e concetti chiari ed inequivocabili sul concetto di inviolabilità  della donna. Se non cominciamo fin dai primi anni a insegnare loro l’importanza di tale pensiero non potremo mai avere la tranquillità di camminare per la strada senza sentirci possibili prede da assalire, o in ufficio o addirittura in casa.

Omicidi passionali, raptus, gelosia, sono le cause più frequenti legate spesso a una aberrante convinzione per cui la donna può essere considerata una proprietà su cui esercitare qualsivoglia “diritto”. 

Trasmettiamo ai nostri figli il sacrosanto concetto di rispetto per gli altri, si parli di donne o di qualunque soggetto presente a questo mondo. Cominciamo dai semplici esempi come possono essere quelli in famiglia, con il riguardo verso la compagna, la moglie offrendo già un modello positivo.

Se fin dai primi anni di educazione ai figli infondiamo loro il rispetto per la figura femminile, dicendo no ad apprezzamenti e allusioni fuori luogo, faremo sì che possano imparare a conoscere e apprezzare la figura femminile nella sua unicità ineguagliabile.

Facciamo opera di prevenzione  da qualsiasi forma di violenza sia psicologica sia fisica senza dimenticare che così facendo potremo spianare la strada verso una più giusta protezione di tutti.

Esopo, tanti anni fa, ci raccontava già con la fiaba L’inverno e la primavera, in cui il primo incuteva timore e raggelava gli animi di tutti, mentre la seconda era amata da tutti e rispettata per le belle sensazioni che trasmetteva, che per ottenere rispetto e amore i migliori risultati si ottengono con la sensibilità, il modello e  il buon esempio! 

Sandra Castellano
Pedagogista 
Consulente in ambito scolastico e familiare
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Immagine di: Elisabetta Figus - Fotolia.com

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Luglio 2012 17:10 )