Numerosi sondaggi sulla qualità dell’assistenza sanitaria svolti negli Stati Uniti, in Europa e, più recentemente, in Italia mostrano che le priorità dei pazienti  sono: umanizzazione, personalizzazione del trattamento, necessità di avere informazioni adeguate in un ambiente confortevole che permettano una libera scelta del proprio percorso di salute.
Negli ultimi anni il dibattito scientifico sulle Medicine Tradizionali e Non Convenzionali e la loro interazione con la biomedicina, cioè la medicina accademica, dominante nella società occidentale, ne ha favorito e legittimato un aumento della domanda. Si sta attivando, così, un processo di trasformazione culturale che coinvolge il nostro stile di vita e sposta il focus dal sintomo all’idea, più generale, della ricerca del benessere della persona. L’attenzione è anche rivolta alle capacità di auto-guarigione, al risveglio delle potenzialità individuali, che sostengono e amplificano i benefici dei trattamenti e di un’informazione accurata ai cittadini affinché possano scegliere liberamente il proprio programma di cura. Una riflessione profonda che investe tutti gli strati della società in quanto da essa, dalle associazioni di pazienti, dalle associazioni di cittadini come dai singoli cittadine e cittadini proviene la richiesta di ricostruire e rispettare per ogni essere umano la sua integrità e interezza esistenziale per accedere al piano diagnostico-terapeutico.

Una Medicina Centrata sulla Persona consente quell’equilibrio psicofisico individuale che è la base di ogni possibile equilibrio sociale sostenibile, di qualsiasi società contemporanea e futura.

Fiducia e centralità della persona

È diritto di ogni persona essere curata con dignità e rispetto, migliorando l’esperienza dei trattamenti. È importante ridurre le disuguaglianze, essendo consapevoli del “gradiente sociosanitario” per l’equilibrio sostenibile e di farmacoeconomia. È importante favorire un cambiamento nei processi di politica e assistenza sanitaria.

Un’etica professionale moderna, che mira a raggiungere un rapporto soddisfacente tra medico e paziente, dovrebbe sviluppare una rinnovata capacità di ascolto per una rinnovata capacità di comprensione. Questo implica che all’attenzione per gli aspetti più microscopici dell’organismo debba essere aggiunta anche l’attenzione all’ambiente naturale e sociale in cui l’uomo vive e si ammala.

Ecco perché è necessaria una medicina basata sulla fiducia. L’attenzione al paziente nella scelta dei programmi di salute individuale porta a una diversa visione sociale della qualità della sanità. Una Medicina Centrata sulla Persona riesce a dare equilibrio psicofisico all’individuo e rappresenta il trampolino di lancio per un equilibrio sostenibile sociale per le società attuali e future.

Considerare la globalità dell'essere umano

L’essere umano non è solo una mera parcellizzazione di realtà fisiche e molecolari, ma esiste un continuum psicopatobiografico quale risultato di infinite interazioni che deve essere valutato da quella capacità di ascolto, valutazione, trattamento che sta alla base di un approccio centrato sulla persona e non solo sul sintomo.

Compito educativo e poi terapeutico della Medicina Centrata sulla Persona è contribuire a che la biomedicina, o sistema medico dominante come definito dall’OMS, si avvalga in modo multidimensionale, multifattoriale, multidisciplinare del contributo dei Sistemi di Salute Antropologici, quali ad esempio le Medicine Tradizionali in virtù della loro sapienza nell’osservazione della Natura e dell’Essere Senziente e del loro divenire per poterli interpretare in termini di umanizzazione della medicina.

E' possibile quindi ricostruire un centro di gravità diagnostico-terapeutico che prenda in considerazione la globalità dell’essere umano, lo “olos”, vale a dire l’intrinseca unità del suo essere, il piano fisico e mentale perché è su questi livelli incessantemente interagenti che ogni essere umano si autostruttura spiritualmente come un unicum e che come tale va interpretato per essere curato. 

Le Medicine Tradizionali possono ampliare le conoscenze per l'osservazione e la valutazione del paziente

Le Medicine Tradizionali e Non Convenzionali si propongono come ampliamento della conoscenza e della pratica medica. L’evoluzione del pensiero medico avvenuta dalla fine del XIX secolo in poi ha portato enormi e innegabili progressi nella medicina. Tuttavia, per far fronte alle nuove necessità del XXI secolo è indispensabile avvalersi degli epistemi propri delle Medicine Tradizionali perché allargano gli orizzonti diagnostici e terapeutici aldilà di quanto postulato dalla dominanza cartesiana, scientista, razionalista e materialista. 
La visione centrata sull’essere senziente tiene in massimo conto la complessità dei fenomeni naturali, lo studio delle relazioni uomo-ambiente e delle interazioni tra psiche e corpo, il significato dell’integrità spirituale dell’uomo e il possibile ruolo attivo del paziente ai fini della guarigione e del mantenimento dello stato di buona salute.
Una moderna deontologia professionale, se vuole essere indirizzata al raggiungimento di un soddisfacente rapporto medico-paziente, deve passare da una rinnovata sapienza dell’ascolto a una rinnovata sapienza del comprendere: ciò presuppone che si controbilanci la tendenza al microscopico, al sempre più piccolo, allargando lo sguardo all’ambiente naturale e sociale in cui l’uomo vive e si ammala.

Da qui la necessità del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona fondata su un’autentica fiducia. Dalla visione empatica dei bisogni del paziente, caratteristica delle Medicine Tradizionali e Non Convenzionali, può nascere la volontà di superare la “prigionia della malattia”, tutto quell’insieme di dolore e di disagio che occupa l’animo e che  rende talora impossibile al paziente aprirsi ad altre esperienze di vita.
Questa visione, che si basa sulla "compassione", dà concreta sostanza morale all’ideale di “alleanza terapeutica” e risveglia nell’interiorità del sofferente le risorse fondamentali per attivare la volontà di guarigione o di adottare opportune misure preventive per non cascare in situazioni di malattia. 
In questo contesto si pone la Medicina Centrata sulla Persona.

 

Paolo Roberti di Sarsina
Esperto per le Medicine Non Convenzionali del Consiglio Superiore di Sanità. 
Presidente dell'Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS.
Osservatorio e Metodi per la Salute, Università di Milano-Bicocca.


www.medicinacentratasullapersona.org
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Immagine: barneyboogles - Fotolia.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 12 Aprile 2012 21:02 )