Il tono emotivo delle nostre relazioni, il modo con cui entriamo in contatto con gli altri assumono un’importanza rilevante per il benessere psicofisico. Un comportamento assertivo è sinonimo di maggiore autonomia emotiva e affettiva, migliore fiducia nelle proprie capacità e maggiore autostima. 

Quando si parla di comportamento assertivo, non si deve pensare alla classica “scoperta moderna” ma a un aspetto presente e insito nell’essere umano che, grazie alla ricerca, dispone oggi di una precisa e sistematica descrizione. 

Assertività

Assertività è la capacità dell’individuo di riconoscere i propri bisogni, desideri, diritti, cercare di affermarli all’interno del contesto in cui è inserito, senza essere passivo e senza prevaricare, mantenendo nel contempo buone relazioni con gli altri attraverso una comunicazione chiara, diretta e, al tempo stesso, coerente e completa sia sul piano verbale sia su quello non verbale (1). 

Il termine “assertività” si riferisce all’atto di affermare le proprie opinioni, esprimere i propri atteggiamenti e, contemporaneamente, riuscire a risolvere in modo positivo i problemi. 

L’aspetto rilevante del comportamento assertivo, rispetto a quello passivo o aggressivo, è la “scelta”; perché l’assertività è il risultato di un atto intenzionale e ragionato. La persona assertiva sceglie il comportamento, la persona passiva o aggressiva lo subisce. 

Assertività come filosofia di vita

Mettere l’amore per se stessi in primo piano (“rispetto di sé”), con la consapevolezza che nessuno può dare all’altro ciò che non ha dentro di sé, può rendere più semplici i rapporti interpersonali facendoci vivere meglio con noi stessi e con gli altri. 

Essere assertivi vuol dire assumersi la responsabilità del proprio agire, guardare nel proprio intimo senza timore di conoscere “come si è dentro” e, allo stesso tempo, uscire dalle modalità di interazione frutto del nostro apprendimento, che si rivelano poco funzionali al raggiungimento dei nostri scopi. La relazione assertiva non ha l’obiettivo di evitare il conflitto a tutti i costi, ma rappresenta l’arma per favorirne la risoluzione positiva, per integrare le posizioni divergenti degli interlocutori in soluzioni volte al raggiungimento di un obiettivo funzionale a tutte le parti coinvolte.   

Elementi costitutivi dell'assertività 

Difesa dei diritti: compresa la capacità di rifiutare richieste irragionevoli. 
Assertività sociale: capacità di iniziare, continuare e portare a termine interazioni sociali senza disagio.
Espressione dei sentimenti: inclusa la capacità di comunicare i propri sentimenti “positivi” – assertività positiva – e “negativi” – assertività negativa.
Assertività di iniziativa: abilità nel risolvere problemi e soddisfare bisogni personali come chiedere favori, avanzare richieste. 
Indipendenza: capacità di resistere attivamente a pressioni e influenze individuali o di gruppo nella direzione del conformismo, dando voce alle proprie credenze e opinioni. 

Un atteggiamento assertivo è apprezzabile in molti contesti

L’assertività è importante nell’ambito clinico, nei contesti educativo, formativo e aziendale. È un aiuto importante per la conoscenza di se stessi in primo luogo, e di se stessi nella relazione con l’altro. Certo, passare da un “apprendimento teorico” a “essere, sentire e pensare” in modo assertivo non è facile. Tuttavia, considerando i vantaggi a lungo termine, è importante “concedere” a noi stessi e ai nostri pazienti una risorsa in più

Assertività e biologia 

Occorre puntualizzare che fino a circa vent’anni fa termini come “mente”, “emozione”, “coscienza” non erano nemmeno menzionati nei testi di medicina. La mente era un concetto estraneo alla coscienza e non indispensabile. In neurofisiologia si considerava che il cervello producesse il pensiero e che il suo funzionamento fosse simile a quello di un computer basato sulla logica acceso/spento. 

Fu con le ricerche di Candice Pert che avvenne un cambiamento rivoluzionario nel considerare corpo e mente come un’unità in grado di auto influenzarsi

Fondamentale è la scoperta dei neuropeptidi che sono da considerarsi molecole “psichiche”, in quanto non trasmettono solo informazioni ormonali e metaboliche, ma emozioni e segnali psicofisici, e ogni stato emotivo (amore, paura, dolore, rabbia, ansia, ecc.), è veicolato nel corpo attraverso di essi. 

Jean Francois Lambert, a proposito del concetto di neuromodulazione, sostiene la teoria per cui l’intero corpo pensa e per cui ogni cellula o parte del corpo “sente” e “prova”emozioni, elabora le proprie informazioni psicofisiche e le trasmette a ogni altra parte attraverso una fittissima rete di estrema varietà comunicativa. Il corpo nella prospettiva psiconeuroendocrinoimmunologica, è visto come una rete di informazioni in cui la psiche, il sistema immunologico, il sistema endocrino e il sistema nervoso centrale sono in grado di influenzarsi reciprocamente. 

Dunque, le emozioni positive favoriscono reazioni a cascata tali da attivare il sistema immunitario, in particolare, le cellule natural killer. Al contrario, gli stati di depressione emotiva portano a un’inibizione della risposta immunitaria. Secondo Ted Melnechuk emozioni negative innescano il processo di emissione di norepinefrina, un messaggero biochimico noto come soppressore della funzione immunitaria. Questo dato conferma l’importanza delle emozioni positive nel mantenimento della salute della persona e che, di conseguenza, le risposte immunologiche, come le quelle comportamentali, possono essere apprese. 

Il comportamento assertivo si apprende tramite un training specifico

Sappiamo che il comportamento non nasce da cause misteriose ma è il risultato dell’apprendimento. L’individuo è in continua relazione con il proprio ambiente e riceve da esso dei messaggi che sono fondamentali per l’immagine che ha di se stesso e degli altri. Il comportamento è il frutto di acquisizioni. 

In questo senso, la terapia assertiva è in grado di migliorare il rapporto con sé stessi, le relazioni sociali e interpersonali, aumentando la percezione soggettiva di benessere e facendoci sentire “attori attivi” della nostra vita. Tuttavia, pochi conoscono l’esistenza di questo approccio, così è raro che una persona si presenti in terapia richiedendo un training assertivo.

Spetta al terapeuta considerare l’utilità di tale terapia in quei soggetti che riferiscono, per esempio, di provare ansia collegata all’impossibilità di esprimere i propri sentimenti o le proprie idee in modo soddisfacente e socialmente efficace. In questi casi capita sovente che l’ansia sia circoscritta a un particolare ambito e si trasformi in ansia anticipatoria così intensa che il soggetto giunge e evitare totalmente la situazione, con esito di una frustrazione immediata e, in certi casi di depressione. 

La terapia promette buoni esiti 

Dopo la terapia, i pazienti riferiscono una riduzione dei sintomi d’ansia-depressione, una maggiore capacità di gestione delle relazioni, maggiore autonomia emotivo-affettiva, migliore fiducia nelle proprie capacità e un incremento dell’autostima e dell’autoefficacia percepita

Tutto ciò porta a un migliore benessere psicofisico, alla riduzione o eliminazione dell’assunzione di psicofarmaci, alla riduzione delle richieste d’aiuto presso i servizi e conseguentemente alla riduzione dei costi sociali. 

Il training assertivo costituisce un passo importante verso la crescita interiore e mette le basi per un lavoro personale continuo nel tempo, dove il soggetto può incamminarsi nel lungo viaggio verso la serenità

La terapia assertiva 

La terapia assertiva nasce in ambito clinico per il recupero di deficit comportamentali gravi. Tuttavia è applicabile anche in contesti extra-clinici dove risulta utile e funzionale per la trasformazione, o l’integrazione, di quei comportamenti interpersonali che permettono e approfondiscono la conoscenza di se stessi e delle proprie potenzialità. 

Il trattamento assertivo è importante in diversi ambiti: 
• educativo: educatori, insegnanti; 
• aziendale: coordinatori e responsabili; 
• sanitario: medici, infermieri, operatori OSS, animatori e tutti coloro che sono coinvolti nel processo di cura; 
• clinico: psicologi e psichiatri per il trattamento dei disturbi d’ansia, disturbi depressivi, disturbi della sfera emotiva, difficoltà relazionali, disturbi di personalità, disturbi psicotici (al primo esordio), etc. 

Obiettivi della terapia assertiva 
Gli obiettivi che tale tipo di trattamento si pone sono: 
• aumentare la consapevolezza di sé e del proprio disagio psichico, analizzando i propri comportamenti manifesti e latenti; 
• riconoscere il proprio stile di comportamento e imparare a conoscere meglio se stessi; 
• costruire una buona immagine di sé sia nell’area privata che professionale, superando paure e inibizioni sociali; 
• saper comunicare con gli altri in maniera efficace e incrementare le proprie abilità interpersonali; 
• realizzare un comportamento equilibrato e costruttivo privo di connotazioni di passività e/o aggressività che permette di entrare in relazione con gli altri senza ansia e disagio; 
• affrontare e gestire conflitti emotivi ed interpersonali; 
• incrementare l’autostima e la percezione di autoefficacia, riducendo così i sintomi d’ansia legati alle relazioni.

Terapia individuale
La terapia diviene parte integrante del trattamento psicoterapico.

Terapia di gruppo
La terapia di gruppo è la soluzione più auspicabile. Gli interventi possono essere di tipo informativo-educativo, di sostegno, di supporto al problemsolving, di sviluppo dell’assertività, di riavvio all’autonomia funzionale in pazienti gravi, di condivisione tra pari (gruppi omogenei) di situazioni specifiche. 
Oltre a essere più economica,  permette di sfruttare gli specifici processi psicologici del gruppo per migliorare l’efficacia dell’intervento. Il gruppo si pone, infatti, come “terzo elemento” della relazione terapeutica, permettendo ai pazienti di osservare e comprendere meglio i propri pattern relazionali, in un contesto più naturale e complesso rispetto alla semplice interazione diadica col terapeuta. Gli svantaggi del trattamento di gruppo sono rappresentanti dalla minore efficacia clinica per alcune problematiche specifiche, dalla necessità di una formazione specialistica per gli operatori, dalla difficoltà di gestione delle dinamiche di gruppo e, a volte, dall’imbarazzo di alcuni pazienti.

Come funziona la terapia assertiva 
La terapia assertiva utilizza i principi e le tecniche della terapia cognitivo comportamentale. L’approccio è strutturato, direttivo e limitato a un massimo di quindici incontri. 
A ogni incontro si affrontano tematiche diverse riguardo ai processi che entrano in gioco nelle relazioni. 
Si invitano i pazienti a porsi degli obiettivi personali in una scala gerarchica, dal meno impegnativo al più difficile, che nel corso del trattamento si cerca di affrontare e raggiungere. 
Il primo passo è la psicoeducazione alle emozioni e alle relazioni. 
Successivamente, ci si concentra sul legame tra pensieri, emozioni, reazioni fisiologiche e benessere psicofisico. 
Gli elementi della terapia cognitivo comportamentale si rivelano estremamente utili nella messa in discussione di pensieri irrazionali e schemi relazionali disfunzionali. 
Il nuovo approccio ai problemi, mai considerato prima dalle persone, appare come una seconda opportunità e una svolta importante verso un’altra prospettiva di vita. 
Il trattamento prevede anche l’apprendimento di strategie efficaci per la gestione delle emozioni: dalle tecniche di rilassamento, a strategie comportamentali di gestione dell’ansia e dei sintomi depressivi. Tenendo conto che la comunicazione avviene su più piani, sono importanti l’apprendimento e l’allenamento alle strategie di comunicazione efficaci sul piano verbale, paraverbale e non verbale. 

Letture consigliate
1. Arrindell W, Nota L, Sanavio E, Sica C. Soresi S. SIB valutazione del comportamento interpersonale e assertivo. Erickson. Trento, 2004.

Denita Bace 
Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

Tratto da:
Bollettino Notiziario - anno XLII, n. 3 marzo 2011
Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi 
e degli Odontoiatri di Bologna
www.odmbologna.it

 

Immagine di Michael Jordan - Fotolia.com

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 12 Aprile 2012 16:09 )