Di sesso non si parla, oppure se ne parla poco e non con chi ne sa. Soprattutto i giovani lo conoscono poco e male, sono fragili e alla continua ricerca di ‘scorciatoie’ per vivere facilmente la propria sessualità. Non sono informati ma pensano di esserlo, hanno pregiudizi legati alla mancanza di conoscenze, ricevono poche informazioni e in modo passivo.
I disordini della sessualità non vengono sentiti come problemi. La preoccupazione maggiore resta la contraccezione più che la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale. 

 Queste le conclusioni che emergono dalla ricerca Giovani uomini e l'amore, realizzata da SAPIENZA Università di Roma nell'ambito della campagna ministeriale Amico andrologo. Lo studio è stato realizzato su un campione di ragazzi tra i 18 e i 22 anni iscritti all'ultimo anno di licei e istituti tecnici di sei regioni (Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Marche, Puglia) per un totale di 10.124 questionari e 3.310 visite mediche. (1)
Ma i principali disturbi che la vita sessuale può incontrare risultano equamente distribuiti fra l’universo femminile e l’universo maschile, coinvolgendo tutta una serie di aspetti umani e sociali, per cui la sessuologia risulta essere una disciplina fondata sulla complessità.

Semplice e complessa al tempo stesso: questo è il paradosso della sessualità. Per quanto biologicamente semplice, il comportamento sessuale non è agevole, perché richiede una maturità personale, soprattutto in termini di conoscenza del proprio corpo e delle proprie emozioni, nonché in termini di relazione umana, di relazione fra persona e persona. Nell’ottica di una vita sessuale autenticamente adulta e matura, è importante l’incontro fra sesso e affettività. Il piacere e la passione dell’Io devono integrarsi con la dimensione dei sentimenti, tenendo pertanto conto del rispetto verso il Tu, in modo da dar vita a un Noi.

 Non avere paura, non avere vergogna

Poiché la sessualità è una delle basi fondanti della vita, è importante, per la condizione di sanità fisica e per il salutare psicologico senso di benessere, che il singolo individuo e la coppia conoscano il funzionamento di base del “fare sesso”, del “fare l’amore”: sia sul versante positivo (cosa succede quando le cose vanno bene) sia sul versante negativo (cosa succede, e cosa bisognerebbe fare, quando ci sono problemi).

     In particolare, essendo l’esperienza sessuale qualcosa di “bio-logico” (cioè riguardante il bios, la vita), risulta decisivo avere di fronte a essa un approccio trasparente con se stessi, con il partner e con l’eventuale specialista. Un approccio ottimistico e costruttivo evitando, in tal modo, ignoranza e pregiudizi, paura e vergogna: perché, in definitiva, il piacere è ciò che ci fa stare bene.

 Le disfunzioni sessuali

Come altre componenti del nostro arco di vita, anche la sessualità può talvolta andare incontro a problemi. Quali sono i più comuni disturbi sessuali? Vediamoli in una sintetica successione.

Anorgasmia: vede la donna incapace di portare a termine l’incontro sessuale. Pur in presenza iniziale di desiderio psichico e di piacere fisico (con tutti i correlati: coito, lubrificazione, etc.), risulta inibita la conclusione dell’atto con l’esplosione orgasmica terminale. C’è un “non lasciarsi andare”, per cui appare nitida la dimensione psichica patologica.

Desiderio assente o di livello basso/insufficiente: consiste nel quasi inspiegabile venir meno del “primo passo”. Manca la scintilla che fa partire tutto il resto. Non c’è spinta iniziale, non esiste motivazione, non esiste il software mentale ed emozionale in grado di accendere l’hardware meccanico: il motore resta spento. Quali sono le cause? Svogliatezza, distrazioni, povertà immaginativa, inquietudini e, in particolare, il cattivo stress che accompagna una società troppo complicata, la quale produce un’ampia insoddisfazione erotico-sessuale e il conseguente “spegnimento”.

Eiaculazione precoce: comporta nell’uomo il raggiungimento dell’orgasmo troppo velocemente, soprattutto rispetto alla tempistica femminile, solitamente assai più dilatata di quella maschile. C’è “fretta”, in un duplice senso psicologico: da un lato l’inesperienza e l’imbarazzo adolescenziale-giovanile e, dall’altro, l’eccessiva velocità adulta da distress, soprattutto a causa del super-lavoro e dei troppi impegni quotidiani.

Eiaculazione ritardata (o addirittura impossibile): comporta il non riuscire a raggiungere l’acme del piacere in un tempo ragionevolmente soddisfacente o addirittura mai. Si è di fronte a svariati errori di natura psicologica: scarsa motivazione al rapporto sessuale, pensieri distraenti di tipo negativo o neutro, basso interesse per il partner, immaginario erotico povero, incapacità di lasciarsi andare.

Frigidità: consiste, lo dice la parola stessa, in una fredda risposta sessuale, per cui la donna non si eccita e non si lubrifica nell’ambiente vaginale. Il coito è possibile, ma non è significativo dal punto di vista del piacere, che risulta fisiologicamente azzerato, nonostante la voglia di fare l’amore e la realizzabilità meccanica dell’amplesso. Anche in questo caso inesperienza e paura hanno un peso rilevante, come pure il non riuscire a concentrarsi e partecipare.

Impotenza: intendendo con ciò la impotentia erigendi, è la difficoltà a raggiungere o mantenere l’erezione del membro maschile e, quindi, la impossibile o problematica penetrazione. Tale sintomo può avere numerose cause (non di rado anche di matrice organica). Dal punto di vista psicologico, solitamente si è in presenza di fattori quali: sovraccarico emozionale, ansia da prestazione, insicurezza sulla propria virilità, scarsa frequenza dei rapporti sessuali, conflitto o rifiuto nei riguardi del partner.

Vaginismo: consiste in una involontaria contrazione dei muscoli perivaginali. Questo “restringimento” rende impossibile la penetrazione, o per lo meno doloroso il tentarla. Tale “divieto di accesso” per il sesso maschile è dovuto principalmente all’inesperienza della donna ed è un problema tipicamente adolescenziale-giovanile. Tuttavia, dietro l’inesperienza si nasconde una (conscia o inconscia) paura della penetrazione, cioè un’ansia fobica legata al dolore-sanguinamento nella deflorazione, oppure al rischio di una gravidanza indesiderata, oppure ancora alla “contaminazione” infettiva o simbolica.

 Tanti aspetti, tante figure professionali

Essendo di fronte a tante problematiche, da quelle dell’individuo a quelle della coppia, da quelle fisiche a quelle psicorelazionali, da quelle squisitamente sessuali a quelle non sessuali, si può ben capire come, nell’ottica dell’intervento professionale, non esista solo l’intervento clinico (diagnosi e terapia). Ci sono ulteriori e variegati aspetti: il trattamento di consultazione non-clinica o preclinica, il fondamentale lavoro di informazione ed educazione, in un’area contraddittoria e paradossale. Da un lato c’è il legittimo e rilevante interesse per la sessualità, ma dall’altro lato, ancor oggi, ci sono le scarse trasparenza, chiarezza e obiettività nei riguardi della stessa sessualità.

     In fondo, la sessualità è un universo decisamente variegato, che ha bisogno di essere conosciuto nella sua profonda articolazione. Ben si comprende allora come mai - da un punto di vista scientifico - il ginecologo, l’andrologo, l’urologo, l’endocrinologo e lo psicologo si incontrino nella quotidiana pratica professionale sui pazienti, nei congressi per i continui aggiornamenti, nelle riviste e nei libri per un continuo confronto scientifico, per dialogare e costruire al meglio, in una concreta sinergia, le rispettive competenze.

     Per capire meglio, anche solo con uno sguardo, facciamo un riferimento visibile alle diverse componenti del problema sessuale e dei diversi approcci per la terapia. Dallo schema riportato in figura si può capire, sia pure a grandi linee, come si articoli la scienza sessuologica e come si possa gestire un ottimale servizio di sessuologia.

 La terapia psicosessuologica

Abbiamo descritto sette disfunzioni sessuali tra le più comuni, evidenziando i sintomi, le sindromi di ordine patologico e, soprattutto, alcune cause psicologiche di massima. Risultano evidenti i problemi individuali e le vaste conseguenze sulla vita di coppia.

     Come si trattano queste disfunzioni? Vediamo una schematica sintesi terapeutica. Ovviamente, l’approccio medico-organico e il conseguente ricorso a farmaci trova la sua importanza. Ma qui si vuole sottolineare la funzione della psicologia, sia quale strumento per il trattamento dei pazienti sia quale strumento di “cucitura e dialogo” (operazione di competenza primaria per lo psicologo) fra i vari specialisti che si muovono nel campo della sessuologia.

     Riassumendo e semplificando, si può dire che la terapia psicosessuologica conosca vari modelli di fondo per aiutare la persona a superare il disagio/disturbo.

Approccio comportamentale (focalizzato sulla corporeità): dà vita a un trattamento sostanzialmente meccanico basato su mansioni corporee, per cui lo specialista fornisce pratiche istruzioni su come far fronte alle varie difficoltà.

Approccio sistemico (focalizzato sulla relazione e sulla comunicazione): cerca di ripristinare un dialogo di coppia, dialogo che è stato vittima di distorsione o interruzione.

Approccio dinamico-analitico focalizzato sulla emotività e sulla affettività: va a toccare i problemi esistenti nei basilari sentimenti dell’innamoramento e dell’amore.

Approccio dinamico-analitico focalizzato sulla personalità e sul carattere:  va a scavare nelle motivazioni della scelta del partner e sull’incastro/compatibilità di coppia.

     Le concrete metodiche psicoterapeutiche attivabili sono numerose: tecniche behavioristiche, terapia sistemico-relazionale, counseling, ipnosi, training autogeno, gestalt therapy, bioenergetica, psicoanalisi, terapia cognitiva.

     È possibile lavorare sull’individuo, ed è possibile lavorare sulla coppia. Quest’ultima rappresenta la situazione ottimale: il paziente viene curato assieme al partner che non ha problemi e quest’ultimo agisce collaborando quale co-paziente; oppure vengono curati i due individui, entrambi con problemi e contemporaneamente pazienti.

     La terapia sessuologica si presta, inoltre, alla multidisciplinarità - interdisciplinarità nonché all’approccio combinato fra medicina e psicologia e, quindi, a una gestione dei pazienti nella possibile équipe integrata composta da operatori delle varie specialità: psicologia, ginecologia, andrologia, urologia, endocrinologia.

A chi possiamo parlare dei nostri problemi?

In teoria al “sessuologo”, cioè un medico e/o psicologo competente in tale materia, la quale è talmente vasta da veder confluire in sé almeno cinque importanti figure professionali diverse. Ognuno di questi specialisti, già preparato nella sua particolare area nonché opportunamente perfezionato in sessuologia clinica, può costituire il “punto di riferimento”. Se è sufficiente, la consultazione e l’eventuale trattamento vengono erogati da questo unico specialista. Altre volte, invece, si rivela opportuno o addirittura indispensabile appoggiarsi a un collega, interagendo con lui oppure affidandogli interamente il caso clinico.

     Per cui, ad esempio, può capitare che il ginecologo riscontri problemi di competenza psicologica, agendo di conseguenza. Oppure, che lo psicologo-psicoterapeuta ritenga di avvalersi della competenza dell’andrologo-urologo. Oppure ancora, che l’endocrinologo si trovi a dover compiere approfondimenti di ordine psicologico individuale o di coppia. E così via, lungo un modello teoricamente identificabile quale équipe.

     Alla luce di tutto ciò risulta evidente l‘importanza dell’invio e del consulto fra specialisti differenti.

 Sessualità, piacere e qualità della vita

Per dar vita a una coppia salutare, le due persone si dovrebbero fondere in modo attento, sensibile ed equilibrato, ricercando il reciproco piacere e una elevata soddisfazione esistenziale. Sembrerebbe facile, sembrerebbe automatico, ma non è sempre così.

Ecco perché la psicologia risulta di particolare pregnanza: nel saper descrivere, spiegare, informare in merito a qualcosa di “naturale e istintivo” che però è anche fortemente mediato da fattori culturali e sociali.

Il sesso è importante, va conosciuto e praticato, va vissuto in salute, armonia e benessere. Desiderio e spontaneità sono le linee-guida per un positivo incontro fra i partner, a beneficio tanto dell’individuo quanto della coppia.

 

(1) Risultati della Campagna di informazione e prevenzione “Amico Andrologo”, realizzata in collaborazione con SAPIENZA Università di Roma; Dipartimento di Fisiopatologia Medica e Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) nell’ambito del programma di prevenzione andrologica del CCM del Ministero della Salute. Gli esiti dell’indagine 2009/2010 sono stati illustrati dal prof. Andrea Lenzi e dal prof. Andrea Isidori. Il progetto è stato condotto contemporaneamente in sei regioni (Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Marche, Puglia), ha coinvolto un team composto da medici specialisti andrologi-endocrinologi, oltre a sessuologi ed esperti di comunicazione.
Redazione salute.gov.it - 7 giugno 2010 - www.amicoadrologo.it

 

Luciano Peirone
Psicologo e Psicoterapeuta
ANTHROPOS
Salute-Cultura-Psicologia
Health-Culture-Psychology
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www.anthropos1987.org

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di I. Bliznetsov - Fotolia.com

 

 
 
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 12 Aprile 2012 17:01 )