Non solo i casi più gravi di patologie mentali, ma anche il nuovo male di vivere derivato dal cambiamento sociale e culturale che muta le persone e le rende talvolta incapaci di affrontare le difficoltà del vivere quotidiano, generano un nuovo tipo di domanda ai Dipartimenti di Salute Mentale. Una iniziativa delle ASL TO1 e ASLTO2

Consumo psicofarmaci

 Secondo l’ultima relazione del Rapporto Osserva Salute (2009), un’analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle regioni italiane, si registra un vero e proprio boom del consumo di psicofarmaci, per gli antidepressivi l’aumento è del 310% sui consumi dal 2000 al 2008. 

È possibile che questo sia da riferire a un accresciuto disagio sociale e, contestualmente, a una diminuzione dello stigma legato al disagio psicologico. Questo porta a una minore difficoltà personale a esporre il problema al proprio medico e a ricevere una prescrizione farmacologica. 

Velocità

I cambiamenti che ci hanno coinvolti negli ultimi quarant’anni sono rilevanti. I nostri telefonini sono più potenti dei computer della Nasa degli anni 70 e viaggiano a una velocità 200 volte superiore ai congegni militari degli stessi anni. Nelle case del 1980 avevamo al massimo una dozzina di microchip di strutture elettroniche, oggi ne abbiamo circa 3000: computer, video, registratori, orologi al quarzo, ecc. 

Siamo circondati da elementi che ci inducono a vivere velocemente, ad andare in fretta.  Oggi il mondo deve andare veloce e i limiti del nostro cervello sono stati superati dal computer. Tant’è che, se pensiamo alla memoria a breve termine, non c’è bip inserito in un computer che non sia ricordato precisamente. Inutile citare la quantità di memoria a lungo termine che può contenere, così come la capacità di apprendere, di proporre diversi programmi contemporaneamente e di aggiornarsi. 

Lavoro

Altro importante cambiamento sociale è il lavoro. Abbiamo nella attuale società molte persone di 40-50 anni che il lavoro lo perdono, che non hanno possibilità di essere riassunti, che magari non hanno neppure la capacità di reinventarsi, perché la storia che li ha cresciuti era diversa. Da qui alle problematiche economiche si associano sentimenti di inadeguatezza, frustrazione, tristezza e depressione.

Famiglia

Anche la famiglia non è immune dagli attuali cambiamenti culturali in atto. Le trasformazioni hanno comportato l’aumento delle separazioni e dei divorzi, l’aumento dei single, la trasformazione dei ruoli sociali della donna, l’aumento dei matrimoni tra persone di paesi diversi, l’aumento delle coppie omosessuali. 

Queste e altre trasformazioni sociali e tecnologiche, mutano le persone. 

Difficoltà di adattamento 

L’uomo ha inventato e tarato i computer come enormi potenziatori. Ma questo sull’uomo produce difficoltà di adattamento: la velocità con cui la società si modifica attraverso questi sistemi è di gran lunga superiore alla capacità di adattamento dell’uomo. 

Questa velocità eccessiva rispetto al percorso dell’uomo, i sentimenti di inadeguatezza, di frustrazione, di fallimento che ne derivano, ci riportano ai sintomi descritti nella depressione. La tristezza che il sociale ci rimanda è davvero universale. 

È evidente che si tratta di un cambiamento culturale importante, non si tratta di una crisi medico-sanitaria ma sociale e la nostra società non è in grado di chiedere, e quindi di offrire, che soluzioni veloci. 

ASL TO1 e ASL TO2 - Una iniziativa a Torino per far fronte alla nuova "domanda" ai Dipartimenti di Salute Mentale

Il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL TO1 ha consuntivato nel 2010 circa 42.000 prestazioni. Le patologie più frequenti sono nell’ambito della psicosi e dei disturbi della personalità, tuttavia, l’organizzazione dei Servizi di Salute Mentale dipende strettamente dalla ”domanda” che la società rivolge alla Psichiatria. 

A fronte del cambiamento sociale e culturale anche la richiesta ai servizi psichiatrici vede un cambiamento: la sempre maggiore domanda di persone a disagio ad affrontare le difficoltà del vivere quotidiano, ma che non rientrano nei quadri nosologici dei cosiddetti “casi gravi” verso i quali i servizi negli anni si sono organizzati. 

Nelle ASL TO1 e ASL TO2 si sta cercando di offrire delle risposte che vadano incontro anche a questo nuovo tipo di richiesta, con un primo passo che vede l’apertura degli ambulatori il sabato mattina. Questo per permettere alle persone che lavorano, che si occupano di genitori anziani e/o di figli piccoli, ai famigliari dei pazienti, di avere uno spazio, un punto di riferimento e di sicurezza in un momento della settimana che evita loro la richiesta di permessi e di sostituzioni non sempre facili da ottenere e che potrebbero aumentare il carico di disagio già presente. 

Saranno effettuate visite e prenotazioni, ma anche servizi di urgenza e assistenza a quelle famiglie le cui patologie non danno tregua.

Una iniziativa congiunta delle due ASL perché chi vive con una persona affetta da patologie mentali, di qualsiasi livello di gravità, possa contare su un’assistenza continua e maggiore e, anche a livello psicologico, il non sentirsi abbandonati per tutto il fine settimana porta giovamento.

Dal punto di vista della ricerca, poter contare sull'apertura degli ambulatori psichiatrici territoriali anche il sabato, rappresenta un indubbio vantaggio per la verifica delle terapie in atto e per il monitoraggio dei pazienti. La possibilità di un contatto continuativo evita al paziente di sentirsi smarrito e il conseguente ricorso, spesso superfluo, al DEA, già oberato di per sé. Interventi che possono falsare l'esito delle terapie stesse e conseguentemente i risultati della ricerca.

L’apertura dalle 9 alle 13 del sabato può rappresentare un primo passo verso una maggiore apertura dei servizi territoriali in un arco di tempo superiore sia nei giorni feriali, sia il sabato e la domenica, nel momento in cui saranno possibili maggiori risorse, sia con la spesa, sia con la riconversione delle strutture di media-lungo degenza.

Tratto dagli interventi di:

VILMA XOCCO
Direttore DSM TO1, Ospedale Mauriziano, Torino

FILIPPO BOGETTO
Direttore DSM TO1, Ospedale Molinette, Torino
 
 LUCIANO SORRENTINO
Direttore DSM F. Basaglia, ASL TO2, Torino

in occasione della conferenza del 14 settembre 2011.

Immagine di Julien Tromeuro - fotolia.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 12 Aprile 2012 20:41 )