Se il dolore è un appuntamento ineliminabile dell’esistenza, occorre lottare contro la sofferenza eliminabile, affinché la correità del non fare e la tentazione del moralismo di matrice stoica lascino spazio alla solidarietà dell’agire, alla sinergia del bene.

Negli ultimi anni il controllo del dolore sta finalmente trovando il giusto spazio nell’ambito della cultura medico-giuridica, è doveroso quindi far conoscere questo diritto a tutti i cittadini per consentirne la pratica generalizzata, essendo il mancato esercizio del corrispondente dovere e delle relative responsabilità da parte delle singole persone una concreta vanificazione della stessa affermazione normativa nella realtà quotidiana, dove si gioca e misura l’effettività della democrazia.

Dagli anni ’80, soprattutto, medici e volontari attenti sono stati pionieri nel capovolgere una cultura del malato e della malattia che tendeva a focalizzare attenzione ed energie sui problemi logistici delle strutture ospedaliere e sulla cura asettica delle patologie. Oggi, da stime ministeriali, solo il 40% dei malati oncologici accede alle cure palliative e solo l’1% degli altri malati (a cominciare dalla malaittia di  Alzheimer), ma la virtuosa complicità di operatori e pazienti sta favorendo il primato del rispetto della persona, nella consapevolezza che curare il dolore, sia come sintomo di malattia che come malattia vera e propria, sia centrale per rispettare e/o restituire dignità alla persona, dando effettività all’art. 32 della Costituzione che tutela la salute come fondamentale diritto del cittadino e interesse della collettività.

E se la legge deve trovare applicazione, i principi morali devono farsi etica di vita, essendo le omissioni gravi e devastanti per lo spazio che lasciano libero al peggio. Essenziali risultano, allora, l’ascolto dei bisogni e delle legittime aspettative dei cittadini, le novità scientifiche e la vigilanza, per fare e far fare quanto dovuto, in vista di un’auspicata nuova classe di operatori e pazienti più rilevante dello stesso monitoraggio ministeriale ex L. n. 38/2010 (Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore) per il bene degli individui, delle famiglie e delle comunità, a tutto vantaggio anche della pace sociale.

In merito, l’apporto del volontariato è a tutt’oggi indispensabile, anche se è da condividere il sogno dell’esemplare Don Ciotti che ne auspica l’inutilità a favore di una normalità di tutti e di ciascuno, dovendo la solidarietà farsi regola generale per i cittadini e non ridursi a virtù di qualcuno. Un sogno che significherebbe anche che la società non ha più bisogno di questa azione di stimolo e supplenza, che il pubblico e le Istituzioni preposte al bene comune realizzano davvero il fine che è loro proprio, con assunzione piena di responsabilità. Utopia, certo, ma feconda, per la quale devono lavorare le comunità civili e le chiese, in vista di un patto virtuoso tra cittadini e pubblica amministrazione che renda effettivo, nel caso di specie, questo diritto-dovere indisponibile.

Tappe fondamentali del cammino verso il controllo del dolore

Il primo atto formale nella storia delle cure palliative in Italia, è rappresentato dalla legge n. 39/1999, con la quale è stato previsto un programma nazionale per la creazione di strutture residenziali specifiche in tutte le Regioni italiane. Le Linee-guida del maggio 2001 lanciano poi l’obiettivo dell’Ospedale senza dolore, ma è soprattutto la legge n. 38/2010 a essere fondamentale in tema di cure palliative e terapia del dolore come diritto da assicurare e dovere da praticare. La legge n. 38/2010 ha assunto un  tempestivo accordo all’interno della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome e la creazione di una Commissione ministeriale preposta all’effettiva applicazione della normativa sull’intero territorio nazionale.

Un miglioramento nelle pratiche

Da sondaggi conoscitivi attivati dalla Lega Italiana Contro il Dolore-Valle d’Aosta risulta che sono sempre più diffuse:
la consapevolezza della previsione normativa attinente la rilevazione del dolore all’interno della cartella clinica
la previsione e l'attuazione di reti nazionali e regionali per le cure palliative e la terapia del dolore
la semplificazione delle procedure di accesso ai medicinali oppiacei
la formazione specifica del personale sanitario.

Tutto ciò non soltanto in riferimento alle patologie comunemente ritenute più devastanti, ma anche in relazione a quei malesseri, più o meno gravi, che inficiano la qualità di vita, sia individuale sia familiare, non di rado sin dai primi anni e con rilevanti conseguenze anche sul piano scolastico e lavorativo, a detrimento dell’intera collettività persino in termini economici.

Il dolore un problema esistenziale e sanitario

In Europa il dolore (anche in forma severa e cronica) rappresenta uno dei principali problemi esistenziali e sanitari che interessa circa il 30% della popolazione. Persone minate nell’integrità fisica e psichica, con conseguente sofferenza che si riverbera sul nucleo familiare e sull’intero tessuto sociale. L’Italia non è ancora tra i Paesi all’avanguardia in tema di cure palliative e terapie antalgiche, ma può e deve diventarlo, anche perché gli specialisti non mancano, così come non mancano ricorsi processuali vincenti che vanno evitati con adeguata prevenzione.

Se il dolore è un appuntamento ineliminabile dell’esistenza, occorre a maggior ragione lottare contro la sofferenza eliminabile, affinché la correità del non fare e la stessa tentazione del moralismo di matrice stoica lascino spazio vincente alla solidarietà dell’agire, alla sinergia del bene, più forte di quella del male che pure si accampa prepotente: solidarietà e sinergia del bene da recuperare alla vista di tutti per incoraggiamento e consolazione di chi tenta davvero di essere uomo su questa terra, poco importa il suo credo quando l’essenziale che unisce è la fede nella vita.

 

Maria Grazia Vacchina
Presidente LICD (Lega Italiana Contro il Dolore)
Valle d'Aosta
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LEGA ITALIANA CONTRO IL DOLORE - ONLUS

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 15 Aprile 2012 16:02 )