I mirtilli contengono sostanze potenzialmente attive nel controllo dei fattori di rischio cardiovascolare. Il consumo di mirtillo, fresco o liofilizzato, può avere un potenziale ruolo terapeutico nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Le malattie cardiovascolari costituiscono la principale causa di mortalità nei Paesi sviluppati e coinvolgono i diversi distretti del sistema cardiovascolare: cuore, aorta, circolo vascolare cerebrale e periferico. Alla base di tali patologie vi è un processo degenerativo dell’apparato cardiovascolare, noto comunemente come aterosclerosi, che riduce il lume vascolare sino a provocarne l'occlusione. La conseguenza di tale processo è di un ridotto apporto di sangue ai tessuti che provoca così ischemia cerebrale o ictus, coronaropatia, aneurisma dell’aorta o arteriopatia periferica.

Tra le cause scatenanti si riconoscono fattori di rischio genetici e ambientali che comprendono: 

ipercolesterolemia
ipertensione arteriosa
sovrappeso/obesità
diabete
fumo
sedentarietà
disordini alimentari

Un’alimentazione corretta svolge un ruolo importante nella prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari perché permette di controllare numerosi fattori di rischio cardiovascolari (1).

 

La dieta mediterranea è utile a fornire un adeguato apporto dei principali nutrienti ed è riconosciuta come modello ottimale di prevenzione cardiovascolare (1). Gli alimenti principalmente rappresentati sono:

carboidrati a lento assorbimento, contenuti nei cereali
legumi, che forniscono proteine vegetali
olio d’oliva, per i grassi monoinsaturi 
pesce, per i grassi polinsaturi presenti nel pesce
verdura e frutta, fonti eccellenti di fibra, vitamine e antiossidanti

Il consumo regolare di frutta e verdura ci permette di mantenere nel tempo un buono stato di salute con un ridotto rischio di insorgenza di patologie cronico-degenerative, per questo motivo organismi quali la FAO e l'OMS suggeriscono un consumo di almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno (2).

Antiossidanti naturali, micronutrienti e polifenoli

Per quanto concerne la frutta, grande interesse è rivolto ai frutti di bosco. Questi piccoli frutti contengono antiossidanti naturali, come la vitamina C e la vitamina E, e micronutrienti come l’acido folico, oltre a calcio, selenio e carotene

Altro gruppo di sostanze presenti nei frutti di bosco sono i fitochimici, che includono i polifenoli, tra i quali di particolare interesse sono i flavonoidi e in particolar modo le antocianine (3). 

Le antocianine sono una classe di pigmenti idrosolubili tra i più importanti presenti nei vegetali. Si ritrovano principalmente in fiori e frutti, ai quali conferiscono un colore che può variare dal rosso al blu. Gli antociani sono in grado di reagire contro  ossidanti quali l'ossigeno molecolare e i radicali liberi, riducendo così i danni che queste molecole possono provocare a cellule e tessuti. 

Grazie alla loro attività antiossidante e antiradicalica, queste sostanze sono in grado di proteggere il nostro organismo da modificazioni cellulari provocate dall'ossigeno, causa di processi infiammatori, modificazioni cancerogene e processi di invecchiamento. Inoltre esercitano azioni sul metabolismo lipoproteico e sull’attività piastrinica, con effetto protettivo sui vasi sanguigni tali da determinare una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari.

La ricerca e il mirtillo nero

Gli antociani sono concentrati principalmente nella buccia della frutta, in particolar modo in quella dei frutti di bosco.

Tra questi è da citare il mirtillo nero (Vaccinium myrtillus appartenente alla famiglia delle Ericacee), piccolo arbusto spontaneo, diffuso nel sottobosco montano alpino e appenninico. 

I suoi frutti di colore nero azzurrognolo sono inoltre ricchi di pectine (fibra alimentare solubile), di vitamina C, di tannini catechinici (sostanze dotate di attività vasocostrittrice e antinfiammatoria) (4).


I mirtilli possono essere selvatici o coltivati ed esistono differenze tra le due varietà: 
gusto: i mirtilli selvatici hanno un gusto più intenso e dolce rispetto a quello dei mirtilli coltivati 
dimensioni: i mirtilli selvatici sono più piccoli con un contenuto di acqua inferiore rispetto alla varietà coltivata
capacità antiossidante: i mirtilli selvatici possiedono un contenuto più elevato in antocianine rispetto ai mirtilli     coltivati; ciò dimostra un potere antiossidante maggiore della varietà selvatica (5).

Composizione chimica del mirtillo*   

Calorie 25 kcal
Acqua 85,0 g
Carboidrati 5,1 g
Proteine 0,9 g
Lipidi 0,2 g
Fibra 3,1 g
Calcio 41 mg
Ferro 0,7 mg
Fosforo 31 mg
Sodio 2 mg
Potassio 160 mg
Vitamina C 15 mg
Vitamina A 13 mg

 * da Tabella di Composizione degli Alimenti, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, disponibile all’indirizzo www.inran.it


La ricerca applicata, atta a verificare gli effetti prodotti dall’impiego del mirtillo o di suoi estratti, è stata condotta sia nell’animale sia nell’uomo. 

Nell’animale la supplementazione della dieta con estratti di mirtillo selvatico ha mostrato un effetto favorevole sul metabolismo lipidico, dimostrando la riduzione sia del colesterolo totale plasmatico (22-27%), sia delle lipoproteine aterogene (40%) (lipoproteine a bassissima densità VLDL) (6).  Il mirtillo in polvere si è inoltre dimostrato efficace nel limitare lo sviluppo di lesioni aterosclerotiche in animali sottoposti in precedenza ad alimentazione iperlipidica (7).

Nell’uomo studi clinici atti a valutare l’efficacia del mirtillo, benché numericamente scarsi, sono stati condotti sia in soggetti sani sia in pazienti a rischio cardiovascolare. 

Risultati di studi clinici con impiego di estratto liofilizzato di mirtillo nell'uomo   

Parametro Rsultato Studio
Pressione sistolica - 6% Basu et al, 2010
Pressione diastolica - 4% Basu et al, 2010
Capacità antiossidante + 15% ORAC Kay et al, 2002
Ossidazione LDL - 28% Basu et al, 2010

 


Nei soggetti sani, sottoposti ad alimentazione iperlipidica, l’integrazione post-prandiale di 100 g di mirtillo liofilizzato, equivalenti a 500-650 g di frutto selvatico fresco, è associata a un aumento della capacità antiossidante sierica (8). 

Il consumo di mirtillo liofilizzato (50 g/die diluiti in 480 mL di acqua), corrispondente a 350 g di frutto fresco coltivato, ha determinato, in pazienti affetti da sindrome metabolica (aumentata glicemia, dislipidemia e ipertensione), un decremento dell’ossidazione delle LDL e della perossidazione lipidica, oltre a una riduzione della pressione sistolica e diastolica (9). 

Gli estratti di mirtillo utilizzati negli studi menzionati avevano un contenuto di antocianine rispettivamente di 1.160 e 1.480 mg/100 gr di liofilizzato.

 

I mirtilli rappresentano pertanto una risorsa di nutrienti e composti che includono antociani, flavonoidi, vitamine e fibre potenzialmente attive nel controllo dei fattori di rischio cardiovascolare. Sulla base delle evidenze scientifiche riportate, il consumo di mirtillo fresco o liofilizzato può avere un potenziale ruolo terapeutico nella prevenzione di patologie cardiovascolari, in particolare per il contenuto in antiossidanti quali le antocianine. 

 

Alcuni punti critici riguardano le varietà di cultivar utilizzati, la modalità di preparazione degli estratti e la dose utile da assumere. I processi di trasformazione del prodotto fresco, quali l’estrazione, la purificazione e la liofilizzazione, non sembrano alterare la composizione organolettica del mirtillo e del suo contenuto in antocianine (10) mentre non è a tuttora definita la dose minima utile a determinare gli effetti favorevoli per la salute, non essendo noto un effetto soglia. 

Succhi di frutta e integratori a base di estratto secco di bacche di mirtillo, disponibili in commercio, hanno un contenuto di antocianine variabile tra 4 e 180 mg, quantità dimostrate efficaci se assunte in più dosi giornaliere e ben tollerate. 

In conclusione le prospettive per l’utilizzo del mirtillo come coadiuvante nella prevenzione e nella terapia delle malattie cardiovascolari richiedono conferme dalla ricerca, oggi attiva in ambito agrario, industriale e scientifico-clinico, con lo scopo di definire le criticità correlate a un alimento che si profila molto promettente per la nostra salute. 

P. Cagliero, F. Abello, P. Assandro, O. Guardamagna
Dipartimento di Pediatria Universitaria,
Università degli Studi di Torino.
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Immagine di annalouisa - Fotolia.com

 

 

 

 

 Bibliografia

1) Brunner EJ, Thorogood M, Rees K, Hewitt G. Dietary advice for reducing cardiovascular risk. The Cochrane Collaboration: The Cochrane Library 2005, Issue 4.

2) WHO/FAO Expert Consultation. Diet, nutrition and the prevention of chronic diseases. WHO Technical Report Series, 2003.

3) Basu A, Rhone M, Lyons TJ. Berries: emerging impact on cardiovascular health. Nutrition Reviews 2010;68:168-177.

4) Mazza G. Anthocyanins and heart health. Ann Ist Super Sanità. 2007;43:369-374. 

5) Dastmalchi K, Flores G, Petrova V, Pedraza-Penalosa P, Kennelly EJ. Edible neotropical blueberries: antioxidant and compositional fingerprint analysis. J Agric Food Chem. 2011;59:3020-3026.

6) Kim H, Bartley GE, Rimando AM, Yokoyama W. Hepatic gene expression related to lower plasma cholesterol in hamster fed high-fat diets supplemented with blueberry peels and peel extract. J Agric Food Chem. 2010;58:3984-3991.

7) Wu X,  Kang J, Xie C, Burris R, Ferguson M E, Badger T M, Nagarajan S. Dietary blueberries attenuate atherosclerosis in apolipoprotein E-deficient mice by upregulating  antioxidant enzyme expression. J Nutr. 2010;140:1628-1632.

8) Kay CD, Holub BJ. The effect of wild blueberry (Vaccinium angustifolium ) consumption on postprandial serum antioxidant status in human subjects. Br J Nutr. 2002;88:389-397.

9) Basu A, Du M, Leyva MJ, Sanchez K, Betts NM, Wu M, Aston CE, Lyons TJ. Blueberries decrease cardiovascular risk factors in obese men and women with metabolic syndrome. J Nutr. 2010;140:1582-1587.

10) Woodward GM, McCarthy D, Pham-Thanh D, Kay CD Anthocyanins remain stable during commercial blackcurrant juice processing. J Food Sci. 2011;Epub ahead of print.

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 13 Aprile 2012 09:44 )