Ci si può intravvedere l’elemento gioco nella scelta di trascorrere una vacanza in un albergo diffuso, una rappresentazione interattiva, una sorta di gioco di ruolo. Oppure, prendendo a prestito dalla psicoterapia la tecnica dello “psicodramma”, si può “recitare” di cambiare vita in una località e in una casa molto diverse dalle proprie consuete. Certo è che un albergo diffuso propone uno stile di vita, più che un semplice soggiorno, il più delle volte in piccoli borghi dove è facile, fin da subito, sperimentare il senso di appartenenza alla cultura locale. 

Un albergo diffuso (AD) è un modello originale di ospitalità e di gestione del servizio alberghiero.
È un albergo orizzontale, è un “luogo” ospitale per il suo essere fortemente radicato nel territorio, nella sua cultura e nella sua comunità e si differenzia dai “non luoghi” tipicamente turistici.
Grazie all’autenticità della proposta, alla vicinanza delle strutture che lo compongono e alla presenza di una comunità di residenti, un AD propone uno stile di vita, più che un soggiorno: l’esperienza di vita nel centro storico di una città o di un paese, pur potendo contare su tutti i servizi alberghieri, accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi dei locali comuni.

I punti di forza dell’albergo diffuso sono numerosi

Capacità di soddisfare i desideri di un’utenza esigente ed esperta
Persone che hanno il gusto di viaggiare, che hanno trascorso vacanze e soggiorni in diversi tipi di alberghi e località e che sono alla ricerca di formule innovative in grado di rispecchiare il più possibile le caratteristiche del luogo. S. Plog nel suo volume “Leisure Travel” afferma che i turisti in vacanza desiderano unicità, non uniformità. Più l’albergo riflette l’architettura locale, i costumi e lo stile di vita dell’area, in maniera personalizzata, differenziandosi dagli altri alberghi, più ha possibilità di avere successo (1).

Rispetto dell’ambiente culturale
La proposta dell’AD recupera il patrimonio artistico e culturale dei centri minori, obiettivo perseguito con tenacia sia dalle politiche comunitarie sia da quelle nazionali e locali e, con la sua funzione di “animatore” culturale ed economico, possiede la potenzialità per incrementare il reddito e l’occupazione dei piccoli centri, per mantenere stabile o aumentare il numero dei residenti, senza per questo contaminare la cultura, l’ambiente, l’identità dei luoghi.
Un AD che utilizza la propria “reception” anche come “ufficio informazioni” della località, in accordo con la Pro Loco, può rivitalizzare il centro storico aiutando a mantenere la complessità di funzioni, residenziali, commerciali e artigianali.

Autenticità
A differenza degli alberghi tradizionali, l’AD permette ai turisti di vivere l’esperienza di un soggiorno in case e palazzi progettati per essere “vere abitazioni”. Case di pregio, con spazi, infissi, arredi e impianti “per residenti”, seppure temporanei, ben diverse dalle strutture “per turisti”.

Articolazione della proposta
Il turista che si indirizza verso l’albergo diffuso ha a sua disposizione un vasta gamma di scelte, tutte offerte dallo stesso operatore ricettivo. Il prodotto “albergo diffuso” è di per sé differenziato in termini di “livello di comfort” delle unità abitative: diversa distanza dal centro, diverse caratteristiche architettoniche degli edifici, consentono una differenziazione, anche di prezzo, con la possibilità di rivolgersi a diverse fasce di utenza.

Originalità-novità della proposta
Una soluzione ricettiva in gran parte originale comporta una maggior visibilità e offre numerosi vantaggi in termini di strategia di posizionamento nel mercato turistico.

Servizi alberghieri degli AD
Gli AD garantiscono tutti i servizi alberghieri: ristorante, sale comuni, piccola colazione eventualmente servita in camera, vitto e servizi accessori. La dimensione complessiva dell’albergo diffuso permette di personalizzare i servizi, di aumentare il coinvolgimento degli ospiti, di avviare il processo di fidelizzazione e sviluppare il passaparola.

Stile gestionale
Lo stile dell’AD si caratterizza per l’atmosfera originale, per la modalità di erogazione dei servizi e per il suo collegamento con la cultura locale. L’AD ha uno stile unico perché rispecchia contemporaneamente la personalità di chi lo ha voluto e lo spirito del territorio anche nei tempi e nei ritmi, oltre che nei servizi e nei prodotti offerti.
Talvolta può assumere un tema che caratterizza la sua proposta ospitale: la pratica dell’equitazione, la riscoperta del bosco, la pittura, la meditazione o la musica, con la possibilità di partecipare a laboratori ed eventi artistici.

Sviluppo del territorio senza impatto ambientale
Per dare vita a un AD non è necessario costruire, si recupera, si ristruttura e si mette in rete quello che esiste già.

Accoglienza destagionalizzata
Proprio perché si offre uno stile di vita, poco importante è il clima. Non solo, con proposte adeguate si può generare indotto economico tutto l’anno e si può contribuire a evitare lo spopolamento dei borghi.
Tale formula si è rivelata particolarmente adatta per borghi e paesi caratterizzati da centri storici di interesse artistico e architettonico, che in questo modo hanno recuperato e valorizzato vecchi edifici chiusi e non utilizzati e, al tempo stesso hanno risolto i problemi della ricettività turistica evitando nuove costruzioni. 

Marita Bassano
Redazione intempo-online.com
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 Tratto da:
www.albergodiffuso.com 
www.marketing-turistico.com 
www.giancarlodallara.com 

Per conoscere gli Alberghi Diffusi in Italia:
Associazione Nazionale Alberghi Diffusi
www.alberghidiffusi.it

L'immagine di apertura è tratta
dalla galleria immagini
dell'Albergo Diffuso "La Casella":
 
www.lacasella.it 

 

   

 

 

 

 

  

 

 

Bibliografia
1. S. Plog. Leisure Travel. John Wiley & Sons Inc., 1991.

              

 

Modello di ospitalità Albergo Diffuso
Il termine “albergo diffuso” ha origine in Carnia, nel 1982 all’interno di un gruppo di lavoro che aveva l’obiettivo di recuperare turisticamente case e borghi ristrutturati dopo il terremoto degli anni ’70. Il modello di ospitalità “albergo diffuso” è stato messo a punto da Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing turistico, e affonda le radici nello specifico dell’ospitalità italiana, calda e relazionale. Il modello è stato riconosciuto in modo formale per la prima volta in Sardegna, nel 1998, con una normativa specifica. Nel 2008 l’idea dell’albergo diffuso è stata premiata a Budapest in occasione del Convegno Helping new talents to grow come migliore pratica di crescita economica da trasferire ai paesi in sviluppo.
  

  

Giancarlo Dall'Ara
Docente di Marketing nel Turismo, Università di Perugia.
Fondatore e Presidente dell'Associazione Nazionale degli Alberghi Diffusi.
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www.giancarlodallara.com

Osservatorio a cura dello Studio GDA:
"Il turismo nei Borghi, la normativa, il marketing e i casi di eccellenza"
È il titolo del nuovo libro di Giancarlo Dall'Ara appena pubblicato con le edizioni Nuova Giuridica (Matelica).
Il libro può essere richiesto direttamente all'editore o a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Touring Club Italiano
Alberghi Diffusi
Un po’ casa un po’ albergo, suggerimenti e proposte selezionate per un turismo sostenibile.
Formato:  13x22,5 cm
Pagine:    112
Prezzo:    12,90 euro

È disponibile in libreria la guida ufficiale dell’Adi, Associazione Nazionale alla quale aderiscono gli esercizi che offrono un tipo innovativo e originalissimo di ospitalità: gli alberghi diffusi.
Il volume, voluto dall’ADI per diffondere la conoscenza di questo modello di ricettività e  premiato alla Borsa del Turismo di Londra nel 2010, è uscito a metà maggio nella collana Touring dedicata alle varie forme di accoglienza praticate in Italia.
La guida comprende le descrizioni dettagliate dei circa cinquanta alberghi riconosciuti dall’ADI che sono presenti in tutta Italia ma, soprattutto, in Toscana, Marche, Puglia e Sardegna, accompagnate da informazioni turistiche e suggerimenti di visita originali e inconsueti.


 

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 12 Aprile 2012 15:33 )